29 Febbraio 2008

ahem



signore
e signori

io mi trasferisco QUI --------> www.theblankroom.blogspot.com

per certi versi
per altri potrei pure restare qui.
si vedrà

baci

 
24 Febbraio 2008

ogni tanto bisogna poter contare sulle persone

We all have a weakness
But some of ours are easy to identify. Look me in the eye,
and ask for forgiveness.
We'll make a pact to never speak that word again.
Yes, you are my friend.
We all have something that digs at us,
at least we dig each other.

So when weakness turns my ego up
I know you'll count on the me from yesterday.

If I turn into another
dig me up from under what is covering
the better part of me.
Sing this song
remind me that we'll always have each other
when everything else is gone.

We all have a sickness
that cleverly attaches and multiplies
No matter how we try.
We all have someone that digs at us,
at least we dig each other.

So when sickness turns my ego up
I know you'll act as a clever medicine.
If I turn into another,
dig me up from under what is covering
The better part of me.
Sing this song!
Remind me that we'll always have each other
when everything else is gone.
Oh, each other when everything else is gone.

If I turn into another
dig me up from under what is covering
the better part of me.
Sing this song
remind me that we'll always have each other
when everything else is gone.

Oh, each other when everything else is gone.

 
17 Febbraio 2008

tutto bene



ho bisogno di scrivere.
non so cosa, non voglio comunicare, voglio scrivere. il tempo spara delle coincidenze troppo sadiche. 17-17.
dovrei studiare. sì, ne ho pure voglia. sono studente di lettere, mi mancano tutti i classici più importanti, tutte le letture per dare forma a una mente. mi sento ignorante e fragile. soggetto alla persuasione, consegnato all'instabilità emotiva e soprattutto del pensiero. certezze che cadono, storie che iniziano e storie che finiscono, intrecci troppo complicati per essere veri, o forse troppo complicati per essere finzione, devo ancora capirlo. troppe virgole, pochi puntini di sospesione. sono cambiato e si vede anche attraverso allo schermo.
è più la delusione di aver perso la testa che poi si è rivelato non essere tale, trascurando qualcosa che tale lo sarà sempre.
tante cose danzano sulla mia testa. la volpe e l'uva, i loacker, le scritte sui quaderni. qualche post it bastardo ogni tanto risalta fuori.
si ricomincia. voglia di olanda, voglia di palco, voglia di bella musica.  ah ma quella non è mai mancata. grazie national, grazie decemberists, grazie long winters per avermi accompagnato lungo questi mesi incerti. e vi prego, non vi fermate, accompagnatemi ancora.

 
13 Febbraio 2008

titolo nuovo diario

Standing at the punch table swallowing punch
can't pay attention to the sound of anyone
a little more stupid, a little more scared
every minute more unprepared

I made a mistake in my life today
everything I love gets lost in drawers
I want to start over, I want to be winning
way out of sync from the beginning

I wanna hurry home to you
put on a slow, dumb show for you
and crack you up
so you can put a blue ribbon on my brain
god I'm very, very frightening
I'll overdo it

Looking for somewhere to stand and stay
I leaned on the wall and the wall leaned away
Can I get a minute of not being nervous
and not thinking of my dick
My leg is sparkles, my leg is pins
I better get my shit together, better gather my shit in
You could drive a car through my head in five minutes

from one side of it to the other

I wanna hurry home to you
put on a slow, dumb show for you
and crack you up
so you can put a blue ribbon on my brain
god I'm very, very frightening
I'll overdo it

You know I dreamed about you
for twenty-nine years before I saw you
You know I dreamed about you
I missed you for
for twenty-nine years

You know I dreamed about you
for twenty-nine years before I saw you
You know I dreamed about you
I missed you for
for twenty-nine years

 
24 Gennaio 2008

se permettete, ora parlo della mia musica




ci sono due modi di ascoltare la musica: ascoltarla amandola, e ascoltarla usandola.
io credo di amarla. una canzone non è solo 4 minuti di musica. ha un suo perchè, una sua struttura imperscrutabile.
ho fondato il mio gruppo per dedicare la mia vita alla ricerca di una canzone che fosse perfetta per me, e solo per me.
non l'ho mai trovata in altri, e mai la troverò, perchè è soggettiva. e se un giorno riuscirò a comporla io, non lo sarà per nessun altro.
io suono per questo. alla ricerca di qualcosa che forse non esiste. ed è la mia fortuna più grande
perchè potrò cercare eternamente.

i winter dust sono il mio gruppo da 6 anni. in essi ho sempre voluto mettere tutto ciò che mi piaceva, tutto ciò che volevo esprimere.
la mia voce in tutte le sue sfaccettature possibili. il latrato, l'urlo disperato e senza controllo, la voce melodica potente e malinconica, le parti dolci
e rassicuranti dopo un'esplosione di rabbia. chitarre elettriche potenti e semplici, dirette, spontanee ma ricercate. puliti eterei, una batteria incalzante,
un basso galoppante ma pieno. liriche che si lasciano penetrare da migliaia di porte differenti, ognuna in qualche misura adatta a chi la legge. autobiografismo
che si trasforma nella storia di tutti. emozioni che si liberano dalle parole e che vanno di pari passo con la musica nella quale esplodono. un pianoforte che
si inserisce prepotente e contrastante su questo tessuto nervoso e angosciato, e che allontana speranze di rialzarsi, prima che il disco sia finito.

our dresses on the floor è il mio/nostro primo tentativo di raggiungere ciò. obbiettivo non raggiunto.
ma prima di capirlo, va ascoltato.
i nostri vestiti per terra. c'è il sesso, c'è la violenza. sono strappati questi vestiti? o tolti dolcemente? c'è la dolcezza. c'è il mistero.
si vedono solo i vestiti, ma c'è un letto vicino? ci sono corpi aggrovigliati?

start now: comincia adesso. iniziamo. suoniamo, ormai non c'è più spazio per scappare via. eccovi la mia rabbia. lasciate che la merda cada su di me
e non su chi non c'entra niente. ho fatto la mia scelta, ne pago le conseguenze. e ho paura, ma me la mangio. se la digerirò o meno, non è affar vostro.

please land softly: atterra dolcemente. sai che non sono sicuro. sai che mi sono andato a cercare l'instabilità per sentire di più la paura di cadere o la soddisfazione
di riuscire a rimanere in equilibrio. nessun paracadute. solo l'oceano in fondo. paura di non saper proteggere ciò che mi è stato affidato. paura di aver fatto
il passo troppo lungo e non riuscire a sostenerlo. un riff martella e da una sensazione di caduta..e si spera un dolce atterraggio.

it's time to write this letter. lettera che non avevo mai scritto, e che ora mi si materializza davanti nella sua compiutezza, nella rabbia verso chi sceglie la via più
facile e più dolorosa e più ingiusta allo stesso tempo dopo che il dolore lo acceca. rabbia verso chi ha l'opportunità di scegliere e non si ferma a pensare.
rabbia per chi crede che la morte ponga fine a qualcosa.

cold candle. mi sveglio alle 6 una mattina. ero andato a letto, e sono rimasto a fissare la persiana tutta la notte senza mai accennare a chiudere gli occhi, finchè dei timidi raggi di luce
non rompevano le fessure. esco, c'è una candela spenta in terrazza. fa freddo. una tazza di caffè, un foglio e una penna. cosa mi resta da fare in quell'estate?
solo una lunga serie di wish.

becky, i'm no longer liquid. becky è lei. e io la venero. ma sciolto e risolidificato. ti vedo stare male e non posso fare niente, vedo le ferite e non so proprio come aiutarti
le cose che una volta servivano ora non servono più. dimmi, che è successo? perchè trafiggi quelle mani che amavo sentirmi sul corpo? quelle parole che non riesco a dirti
forse aiuterebbero, o forse solo il fatto che non voglio nulla in cambio di ciò che ti do.

the collapse song. non è collasso. è crollo. crollo di tutto ciò che ti dava sicurezza. una casa che non è più calda, nella quale ogni angolo sembra tagliare. una becky che ti lascia dietro
nello specchietto retrovisore come in una canzone dei pearl jam. nel continuo tentativo di raggiungere l'orizzonte. cosa per me impensabile. ma magari per lei fattibile.
forse sono io che non guardo mai avanti, sempre solo indietro. sempre piegato sulle mie spalle

fearful symmetry. una poesia

once again catullus was right. odi et amo. inscindibili e coesistenti, conflittuali ma necessari e indispensabili. un illusione di non stare più dormendo. ma detto con rabbia
la rabbia di chi ci tiene ancora, e di chi ha ancora ben vivi gli incubi dei suoi sogni.

becky would be proud of your melting me with snow. autocullarsi nel dolore, cercare la soluzione ristagnando, agitarsi in mezzo alle sabbie mobili invece di pensare a come
uscirne. succhiami ancora, che non posso farne più a meno ormai.

to your old and tired skin i adore. odioamoreefantasia. te l'ho dedicata anni fa nel terrore che succedesse quello che poi è successo. la morte non è da idioti e tu certamente non lo eri
e per questo mi auguro fossi ancora qui, mi accompagnassi ancora nel bosco per per illuminarlo con i tuoi occhi e la tua pelle stanca.

what the rain never said. non l'ha mai detto, perchè il testo scritto per questo piano devastante non fu mai cantato. e forse è meglio così. è arrivato a
destinazione ugualmente.

something has died. e nessuna lacrima dirà mai il perchè. nessun confronto renderà mai giustizia. nessuna parola potrà allontanarci e farci dimenticare.

untitled. non ci sono titoli per una canzone che non esiste. in fondo è solo una canzone d'amore in cui la parola amore non compare mai, nemmeno sostituita da un suo
surrogato. rimane impressa da mille giri di parole, di emozioni che non possono nascere da altro che dall'amore.


pochi secondi più di un ora. e il viaggio termina
era il 2006
discorso chiuso.
 
15 Gennaio 2008

aspettavo questo momento (o no?)

a tutti
anche ai più scettici prima o poi capita di innamorarsi. è così. capita, non ci puoi fare niente. magari ne hai il sentore prima che le cose diventino irreparabili, ma qualcosa ti spinge ad arrivare al punto di non ritorno, per poi dolerti della tua condizione della quale nessun altro se non te stesso è responsabile.  capita anche con dischi.  con dischi che  non avresti mai pensato potessero fare parte dei tuoi ascolti quotidiani, con band sulle quali non avresti scommesso una cicca.
ascoltavo gli aiden ai tempi di "our gang's dark oath", un onesto disco di hc melodico con venature dark che a più di un tratto ricordavano gli afi dei tempi che furono. li segui un pò e ci metti poco a capire che non hanno un futuro. poi esce nightmare's anatomy e hai la conferma: hai visto giusto. fanno cagare. il secondo è album è sempre il più difficile diceva qualcuno. prova non superata
cancellati.
dimenticati.

poi un bel giorno, non ricordo nemmeno perchè capito sulla pagina che parla del loro "conviction". estate 2007. ne parla anche piuttosto bene. sarà che ti senti buono, sarà perchè hai voglia di tamarrate, fatto sta che digiti il nome sul "search" di soulseek e lo scarichi.
lo scarichi.
e lo lasci lì, fra i dischi che "quando avrò tempo e voglia li ascolterò".
quel giorno in cui hai tempo e voglia arriva, verso i primi di dicembre. proprio mentre la tua vita si prepara ad essere sconvolta. e scopri una azzeccatissima colonna sonora. sono cambiati, non urlano più sono melodici, chitarrone possenti, riff molto tristi anche se molto semplici, linee melodiche neanche troppo abusate, canzoni semplificate. compaiono i ritornelli. un regresso? dei dettagli tecnici che a un recensore non sfuggono in quel momento non te ne frega niente. sai solo che quei testi così banali e pacchiani ti stanno lacerando il cuore.
conviction non esce dai miei ascolti quotidiani da più di un mese. niente male per dei falliti.
ma forse è tutta colpa Sua.

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight.

So I've come
To complicate the dead
Are you with me?
I've rewritten all my vows again
We're almost home
To see the silence break
On new years eve
We're only 17
If love exists;
I'll fall

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight

Just one more kiss
To see the pain exists
In a world of lies
Misery take my shame alive

And everything
Fails a violent death
The smile you gave
Visit me in hell tonight
And say
"If love exists;
I'll fall"

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight
I'll wait for this moment

When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight

So I laugh alone (I laugh alone) [x4]

I feel so alive
I feel so alive tonight
I feel so alive
I feel so alive, can't stop this feeling

If love exists; I will fall

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight

I'll wait for this moment
When our lips collide
And almost stop the earth
You're in my arms tonight.

 
18 Dicembre 2007

cronaca di un album toccante


voglio raccontarti una storia.
una storia che in genere non può venire raccontata in un giornale di musica perchè sembra celebrazione postuma. una storia di musica, passione e dolore. una storia che si esaurisce all'interno di un disco ma che non è solo un disco. la storia di Twelve small steps, one giant disappointment  dei Bad Astronaut.
i bad astronaut erano un progetto parallelo del cantante di una delle band più influenti per l'hardcore melodico. i lagwagon. in essi si sperimentavano soluzioni più rock, più emo dato che va di moda dirlo, meno skate/california/feste per intenderci. un gruppo onesto, non rivoluzionario, non sempre efficace, ma comunque sincero.
dopo un grande album, nel 2005 tornano a registrare le parti di quello che sarà il secondo. ma a marzo, per motivi che non vanno certo trattati qui, il batterista Derrick Plourde (anche nei lagwagon e negli ataris) si spara.

tutto rimane sui nastri, joey cape (il cantante e suo migliore amico) si chiude in se stesso, abbandona le registrazioni e scioglie i bad astronaut.
e invece no
invece decide di farlo rivivere, incapace di accettare la sua morte. va in studio, manda giù un pò di amaro e comincia ad ascoltare le tracce di batteria registrate da derrick. lo sente suonare. lui non c'è più ma un nastro sta riproducendo i colpi delle sue mani su delle pelli.
non è come ascoltare un disco dei nirvana...non c'entra niente. sono registrazioni, con tutti gli errori, ancora da lavorare, con strumenti da aggiungere, è l'essenza vera e propria di un batterista. e non un batterista qualunque. un batterista che era il tuo migliore amico e che ha lasciato come segno della sua esistenza quei colpi, quei ritmi, quelle rullate.
joey raccoglie i compagni, decide di porre fine ai bad astronaut degnamente, decide di fare un regalo bellissimo ed eterno a derrick, e di regalare al mondo una perla emozionante. le canzoni sono riarrangiate, la batteria non viene neanche toccata, è tale e quale e attorno ad essa si organizzano altre canzoni.

non mi fraintendere. il risultato è piacevole, ma non un capolavoro, del resto così non poteva essere. comporre partendo dalla batteria è quasi sovrumano. però c'è qualcosa...c'è quella voce. spezzata, emozionata. ci ricordiamo joey cape cantare "come on e, try to go eas, we can do anything" con la sua voce da eterno bambino e sempre spensierata. e ora controlla a stento l'amarezza di stare cantando su un disco dove chi suona non c'è più.
e cosa canta?

Walk the beat. It takes years
You'll drive a mustache or a beard
We find a rhythm and we fight in song, yeah
All night long, all night long

Today, I thought of seeing you
Today, I thought of early days
I thought of two cities
privileged but estranged
Today, our old construction site
Today, a building incomplete
You aren't missing anything
But you're missing

Good morning everyone
I hope I didn't sleep too long
I was dreaming of a failed career
Killing fields, smoke and mirrors

Today, I speak of missing you
Today, I think of better days
I see an old city
will never be the same
Today, our old construction site
Today, is missing everything
You're missing everything
You're missing everything

Today, I finished what we started
Today, I thought you might be proud
We have recorded your defeat
An album always incomplete

We were once young
We were once pure
What happened to you?

e poi?

but you were wrong
yeah we were wrong

it's almost done
it is the last fuck up
the last song i'll ever write for anyone

e altre parole non ne ho. se ancora non l'avete fatto, chiudete questa pagina e andate ad ascoltarlo. e non aspettatevi lo stereotipo della musica triste. non lo è.  un mio collega tempo fa disse con un espressione che trovo davvero insuperabile "il testamento dei bad astronaut è una perla emozionante" e non mi sento di poter dire di più o meglio.

ascoltatelo
e tenetevi stretto chi vi sta vicino.



  • 1 good morning night
  • 2 ghostwrite
  • 3 beat
  • 4 stillwater, california
  • 5 one giant disappointment
  • 6 minus
  • 7 best western
  • 8 san francisco serenade
  • 9 autocare
  • 10 violet
  • 11 go humans
  • 12 the "f" word
  • 13 the thirteenth step

 
07 Dicembre 2007

silenzio pornografico


fino a 55 minuti fa era un giorno triste per me ma non darò in pasto le mie funebri emozioni al web.

il mio è un lavoro normalissimo. uno di quelli che uno studente si permette volentieri e che comunque ogni tanto ti fa egoisticamente sentire un martire stakanovista. ogni tanto.
parcheggio la mia macchina davanti alla pizzeria alle 7 pm. entro, saluto, disattivo il cervello e lo metto in modalità "catena di montaggio", prendo un centinaio di cartoni di pizza e inizio a comporli nella forma in cui voi clienti ci trovate le vostre pizze fumanti. sventro a taglierinate gli scatoloni di birra che visti così sono proprio belli, agli occhi di un amante della birra: è più o meno la stessa sensazione che un accanito fumatore deve provare al confine sloveno, trovandosi davanti a scaffali interi farciti di stecche di sigarette intonse e con le attraenti marche colorate in formato molto più grande di quelle che si è abituati a tirare fuori dalle tasche. prendo le birre e le dispongo in file ordinate in un cassone metallico che un tempo era un frigo, ora funge da armadio. sono all'erta per i vari "marco mi serve una cassa di pasta"; "marco c'è una bufala da tagliare"; "marco c'è una porzione di patatine da friggere"; "marco mi servono i fagioli"; "marco mi prendi una fanta?".
sì ogni tanto telefona qualcuno, infilo le pizze in uno zaino bastardo che lascia sempre uscire un rivoletto di mozzarella sui miei sedili, parto con la mia fida autoradio e porto le pizze a casa di chi è troppo pigro per aspettare nel nostro salone leggendosi il giornale. in realtà sarei pagato per quello. ma sono molte di più le volte che mi ritrovo a spargere grana sopra le pizze appena sfornate.
ne capitano di cose lì. un giorno è entrato un tizio dal forte accento slavo, ubriaco, e voleva il nostro gelato più costoso. gliel'abbiamo dato, e ne voleva uno ancora più costoso. di solito avviene il contrario.
gli stronzetti che hanno fretta sono i peggiori.
quelli che fanno commenti sui prezzi ancora di più.
chi intavola lunghe discussioni col pizzaiolo per ingannare l'attesa tutto sommato mi apre squarci di una vita che non conoscevo, o che magari non mi interessava conoscere.

infiltrarsi in altri mondi ogni tanto può essere un piacevole diversivo dalla parte oscura della tua luminosa vita. che qualunque sia, ti riserverà sempre un pò di luce e un pò di buio.
 
02 Dicembre 2007

e non devo preoccuparmi

capitano giornate in inverno in cui non tira nemmeno un filo di vento e tutto sembra essersi fermato. come in alcuni villaggi messicani all'ora della siesta, solo trasposto di stagione.
sono in genere le giornate in cui amo mettermi in macchina con una manciata di sigarette, l'autoradio accesa con delle note rock abbastanza spensierate e una destinazione non ben precisata.
ieri l'ho fatto con putting the days to bed dei long winters e fino alla fine del disco non c'è stata meta che mi abbia soddisfatto. forse perchè mi tornavano alla mente le immagini delle periferie londinesi che scorrevano fuori dal finestrino del mio treno da Feltham a Waterloo, perchè sempre loro c'erano da colonna sonora.

e poi che ci devo fare
a me piacciono i cantastorie
di storie come queste


She loves the singer, every song can bring her close to tears
But when she talks about his band it just confirms her mother's fears
A little crush on the singer but in her heart she knows it's true
Everything is different when he's singing right to you

Her mother says "Honest, it's alright to be a singer
but don't you love a singer whatever you do"

Let the crowd press on the stage
And let the lights wash out their eyes
Sixteen years ago I was completely mesmerized
And then the night was done and the singer disappeared behind the stage
And the roadies came and picked me out from on the barricade

"Honest, it's alright to be a singer
but don't you love a singer whatever you do, whatever you do"

"Honest, it's alright to be a singer
but don't you love a singer whatever you do, whatever you do"

I wouldn't change for a moment my life or my ideals
But once I loved a singer and I know just how you feel
For him to say so plainly what your heart can vouch is true
Means something is connecting you, something is connecting you

"Honest, it's alright to be a singer
but don't you love a singer whatever you do, whatever you do"


"Honest, it's alright to be a singer
but don't you love a singer whatever you do, whatever you do
Don't you love a singer
Don't you love a singer
Don't you love a singer
Don't you love a singer"
 
28 Novembre 2007

gli spettacoli immobili


mia abitudine è di lasciare sempre bianca la prima riga di ogni foglio. virtuale o cartaceo. il perchè precisamente non lo so. potrei inventarmi interpretazioni poetiche del tipo "per ogni inizio possibile ci sarà sempre qualcosa che viene prima" e magari sono solo abituato alla pressione del tasto "invio" incondizionatamente.
tralasciando questioni di meta-grafia, talvolta mi stupisco io per primo di quanto la musica accompagni ogni momento della mia esistenza. ho da poco affiancato a questa mia droga l'abitudine di catturare immagini. sono abbastanza scandaloso lo ammetto, ma sono i miei primi incontri con una macchina fotografica, non ho idea del perchè un immagine rimanga impressa per sempre alla semplice pressione del tasto.
mettiamola così: non la conosco, ma mi piace.
magari un giorno se qualcuno vorrà vedere, pubblicherò.
volevo parlare di musica, ma non vorrei annoiare...sono fissato coi national ora. quindi vi consiglio di chiudere qui, e ascoltarli...
e lasciate che il vostro autunno abbia un pò di loro
 
27 Novembre 2007

emozionante


ho scritto un testo poetico per una canzone
sì finalmente...e ne vado anche fiero. mi piace tantissimo
presente tutte quelle cosette che ti fanno studiare a scuola? anafore, inversioni, metafore, sinestesie...
beh ho provato a mettercele
e anche legami semantici
e rime

e cazzo funziona
bene bene così
w mengaldo
 
25 Novembre 2007

ricordate questa frase. trovate di chi è. e soffermatevi sulla sua bellezza

didn't anybody tell you how to gracefully disappear in a room?
e poi provate a farlo voi



immagino che chi visiti questo blog lo faccia per la maggior parte per proposte musicali.
nella tenera illusione che sia così, straparlerò un pò...

ultimamente il mio narcisismo mi impone di ascoltare a ripetizione il gruppo di cui sono batterista, tali Mourning Cries che tante vittime mietono tra le 14enni soprattutto della bassa padovana, merito soprattutto di un leader dal bel culetto e dalla voce profonda e soprattutto dal molto tempo da spendere ad addare selvaggina su myspace. in ogni caso da ascoltatore se stessi aspettando un gruppo in grado di rifondare il punk rock ormai in decadenza, punterei su di loro. www.myspace.com/mourningcries

per chi ogni tanto si fa un giretto sul mio profilo di last.fm queste non sono certo novità: ma in ogni caso sto completamente dedicando il mio autunno a due album di un gruppo tra i più cullanti e allo stesso tempo sconfortanti che mi siano mai giunti ai padiglioni auricolari. sono gli ultimi due lavori dei The National in particolare il precedente Alligator ma anche l'ottimo Boxer che vanta in tracklist una canzone semplicemente imprescindibile, dal titolo Slow Show. Voce calda, profonda e distratta, chitarre tintinnanti, batteria fra le più geniali del decennio e tanta tanta melodia malinconica e mai invadente. In certi pezzi appare l'ombra di Mark Knopfler, in altre lo spettro dei Joy Division, più spesso delle atmosfere londinesi. Hanno suonato mercoledì a Milano. beato chi c'è andato. io mi limitavo a tenerli in autoradio mentre consegnavo pizze per l'arcella. e vorrei tanto essere capace di scrivere testi scazzati ma carichi come questi. perchè chi lo fa è certamente in grado di non prendersi sul serio. pur mettendoci il cuore 
This is nothing like it was in my room In my best clothes Trying to think of you The English are waiting And I don't know what to do In my best clothes this is when I need you I'm the new blue blood, I'm the great white hope I'm the new blue blood
I won't fuck us over, I'm Mr. November I'm Mr. November, I won't fuck us over
I wish that I believed in fate I wish I didn't sleep so late I used to be carried in the arms of cheerleaders


soprattutto parlando di queste ultime righe: perchè a me non verrebbe mai in mente di dire, una dopo l'altra "vorrei non credere nel destino. vorrei non dormire fino a così tardi" ?
capacità di disconnettere il cervello? capacità di connetterlo? o semplicemente orecchio per concetti e parole che sembrano non avere legami e che invece ne hanno fin troppi altrimenti non le noteresti fra la musica?
ecco perchè mentre la mia autoradio va la strada sembra l'unica degna compagna di quello che mi stan dicendo loro.

altro?
ieri bologna. concerto degli editors. impeccabili. tom smith bravissimo, oltre ogni previsione. scaletta a tratti noiosa, a tratti immensa, come immenso è l'ultimo album di cui ho postato anche una opionione (chiamarla recensione mi parrebbe indelicato).
altro?
i the fray: la fantastica "over my head" e il tremendo "how to save a life"

e degli stars parlerò più avanti.


 
22 Novembre 2007

ai miei numerosi fan

prometto, giuro e spergiuro che aggiornerò regolarmente sì
prima o poi qualcosa di interessante da dire ce l'avrò
prima o poi qualche parola insulsamente vuota ma irrestibilmente bella uscirà anche a me

logografo che non sono altro
 
23 Ottobre 2007

ti ricordi l'amour toujours?


provate un attimo a immaginare: il cantante e il chitarrista del vostro gruppo preferico, solitamente dediti a un dark punk, poi goth rock, evolutosi da un hardcore vecchio stampo, impazziscono e si mettono a fare dance truzza e tamarra. e ciò che ti sconvolge di più è che il risultato ti piace. ti chiedi se sei da manicomio. ti chiedi se invece i tuoi orizzonti musicali si sono semplicemente allargati. ti chiedi se è una reminiscenza di quando salivi sul tagadà e ascoltavi quelle canzoni che non avresti mai ammesso ti piacessero. ti chiedi se semplicemente hai solo un pò voglia di divertirti. bah non importa. dopo calvin harris e dopo gli hellogoodbye, perchè non i blaqk audio? garantiscono gli a.f.i.

Blaqk Audio - Cex Cells



  1. "Stiff Kittens" – 3:47
  2. "Between Breaths (An XX Perspective)" – 4:28
  3. "Snuff on Digital" – 5:03
  4. "Bitter for Sweet" – 6:10
  5. "Where Would You Like Them Left?" – 4:16
  6. "The Fear of Being Found" – 4:44
  7. "On a Friday" – 4:14
  8. "The Love Letter" – 4:23
  9. "Semiotic Love" – 3:32
  10. "Cities of Night" – 3:47
  11. "Again, Again, and Again" – 3:26
  12. "Wake Up, Open the Door, and Escape to the Sea" – 3:05
 
20 Ottobre 2007

sappi solo

che fa malissimo anche a me...che non avrei mai voluto rendermene conto...che ti ho protetta fino all'ultimo...e che continuerò a farlo...
e che ci sarò in ogni caso

Here on these cliffs of Dover
so high you can't see over
and while your head is spinning
hold tight it's just beginning

you come from parents' wanton
a childhood rough and rotten
I come from wealth and beauty
untouched by work or duty

and oh, my love, my love.
and oh, my love, my love.
We both go down together.

I found you, a tattooed tramp
A dirty daughter from the labor camps
I laid you down in the grass of a clearing
You wept, but your soul was willing

and oh, my love. my love.
and oh, my love. my love.
We both go down together.

And my parents will never consent to this love
But I hold your hand

Meet me on my vast veranda
My sweet untouched Miranda
and while the seagulls are crying
we fall but our souls are flying

and oh, my love. my love.
and oh, my love. my love.
and oh, my love. my love.
and oh, my love. my love.
We both go down together.

 
avanti >

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