11 Ottobre 2007

Cinematic


Possibile che ogni volta che ascolto Sing The Sorrow mi emozioni come la prima volta? Era il 2003. Ero piccolo (non che ora sia grande). Sognavo di passare la mia vita con un microfono in mano, a saltare e a vedere la gente urlare le mie parole. Volevo finalmente una ragazza seria, un qualcosa di forte. Volevo andare per concerti e immaginarmi su quello stesso palco.

Ora 4 lunghi anni hanno ribaltato completamente la mia vita. La musica la inseguo sempre, senza arrendermi mai, senza mai darmi per vinto
amo il mio odio, e la mia fede persa, ora sono uno di loro.

 
04 Settembre 2007

oggi, 4 settembre

data non insignificante per me...
beh oggi è davvero finita l'estate.
me l'ha detto il cielo variopinto, quasi finto. me l'ha detto l'asfalto bagnato. me l'ha detto la mia pelle d'oca. me l'ha detto anche qualcuno di cui non mi ricordo il nome. ma me l'hanno detto anche i mae. perfetta cornice sonora alla prima giornata fredda dai tempi del cappotto e del buio alle 5. me l'ha detto soprattutto this is the countdown e qualche minuto prima someone else's arms. e tutto sommato, anche se ho ancora tanta tanta voglia di una giornata al mare, non mi dispiace.
soprattutto perchè il mare è bello anche col cielo grigio. e la spiaggia deserta.



Mae - The Everglow

1. Prologue
2. We're So Far Away
3. Someone Else's Arms
4. Suspension
5. This Is The Countdown
6. Painless
7. The Ocean
8. Breakdown
9. Mistakes We Knew We Were Making
10. Cover Me
11. The Everglow
12. Ready And Waiting To Fall
13. Anything
14. The Sun And The Moon
15. Epilogue
 
30 Agosto 2007

londra è una troia

della peggior specie pure. e pensare che un mio amico ci vive e ci lavora
bah, mannaggia a lui.
ci sono andato ad aprile...e io, dalla mia minuscola padova, rimango abbastanza incantato di fronte alle grandi città. cammini su un ponte largo 10 metri e sei da solo. sul ponte. ma poi sulle strade che costeggiano il tamigi a qualsiasi ora della notte incontri qualsiasi tipo di essere umano. e sono tutti lì, nella stessa città, e ti chiedi: come cazzo è possibile? più o meno la stessa domanda che ci si pone appena si sanno i prezzi di entrata in un locale, una qualsiasi sera. ok, il marquee è pur sempre il marquee. sulle sue pareti vedi locandine di concerti che ti fanno pensare: ma perchè cazzo non sono nato prima. cazzatine come the cure, aperti dai joy division. o pink floyd, tanto per gradire. quella sera tu entri, ignaro di tutto, con la sola voglia di divertirti e di far fruttare quelle dieci sterline che valgono come una pepita d'oro di 16 kg per come stai messo lì. nella sala principale mi trovo di fronte un palco allestito come dio comanda, e un enorme manifesto raffigurante la faccia di un tizio in stile pop art che indossa degli occhiali vagamente flescianti. sotto la faccia leggo: calvin harris. boh! zero assoluto. la mia mente non mi rimanda a nulla. ma ha l'aria di essere importante, "famoso". di lì a poco la mia vita sarebbe stata sconvolta dal concerto dance più coinvolgente che potessi immaginare nella mia vita dominata dal rock. dei musicisti superbi, uno scozzese con tutta l'aria di non capire cosa stia facendo (ma mai fidarsi delle apparenze) che vomita testi che sembrano talmente ovvi e stupidi da risultare assurdi, poi ci ragioni un pò e li trovi geniali...mentre qualcosa ti ordina categoricamente di MUOVERTI!

Calvin Harris - i created disco


  1. "Merrymaking at My Place" - 4:09
  2. "Colours" - 4:01
  3. "This is the Industry" - 3:56
  4. "The Girls" - 5:15
  5. "Acceptable in the 80s" - 5:32
  6. "Neon Rocks" - 3:48
  7. "Traffic Cops" - 0:54
  8. "Vegas" - 5:41
  9. "I Created Disco" - 4:07
  10. "Disco Heat" - 4:30
  11. "Vault Character" - 0:08
  12. "Certified" - 4:06
  13. "Love Souvenir" - 4:18
  14. "Electro Man" - 4:58
  15. "We're All The Same" - 3:56 (iTunes Bonus Track)
 
28 Agosto 2007

non siamo mica in america

quando leggi di una band che si chiama broken hearts are blue il tuo primo pensiero si chiede chi cazzo mai abbia potuto pensare a un nome così idiota. poi li ascolti. idiota diventa sempliciotto. sempliciotto diventa ingenuo. ingenuo diventa tenero. avevo solo 13 anni quando ascoltavo cheshire cat dei blink 182 che penso si chiamassero ancora blink all'epoca. intendiamoci. parlo di due dischi profondamente diversi. ma l'ingenuità che li percorre mi sembra la stessa.
di truth about love non so nulla, ne dei bhab. le loro facce, le loro vite, i testi (a parte quel dolcissimo last night's tattoo was a picture of you) ma sento percorrerlo quello spirito di dolcezza maturata sotto il sole della california (ecco perchè i blink) in estati puerili e calde. quando magari temi di passare tutta l'estate temendo di non rivedere la tua compagna di classe che ti ha dato il primo bacio, ma poi al mare conosci qualcuno che te la fa dimenticare, e stai sotto il sole a cominciare a capire com'è l'amore, a scrivere canzoni tremende e sdolcinate e a registrarle su un mangianastri, magari sopra ad alcune hit rubate a un passaggio in radio. mentre tutto intorno sa di estate, di caldo e di silenzio stantio. quel disco è un pò così. sa di estate. e apparentemente non c'è alcun motivo per cui debba essere così.


1. Because I Am
2. Get'n Over My Sassy Self
3. Last Night's Tattoo
4. Luv Meaningless R
5. On Blue Minute Past The Buzz
6. And Then
7. Blue Times
8. You Have Engaged Me
9. Pax Indigo
 
26 Agosto 2007

she's lost control again

sguazzavo per il web e vengo a conoscenza della prossima uscita di un film sui joy division, più dettagliatamente su ian curtis. che addirittura è stato presentato a cannes. gli attori, il regista, tutti sconosciuti. bene. fa almeno presagire che non sia una cagata. non avrei sopportato un improbabile versione di new dawn fades con alla voce hugh grant.
la sua voce (non di hugh grant) mi risuona per la testa come reincarnata in cantanti di altre band, come se volesse terminare quello che non ha avuto il coraggio di continuare nel 1980. sì perchè quando curtis si impiccò doveva ancora imparare a cantare, anche se aveva già cambiato il punk radicalmente. adesso sembra aver imparato anche quello, nella persona di tom smith, degli editors. e la loro seconda prova, in cui hanno tentato di allontanarsi un pò dagli interpol e dalla riscoperta della new wave, si chiama An End Has A Start...e sta riempendo la mia estate...con questa voce vellutata ma fredda, quelle ritmiche tra il dance e il pesante, con quella martellante chitarra, ma il tutto usato con garbo e dolcezza, senza mai strafare, tranne forse in pezzi come Bones e Spiders.
ok, forse non è l'estate la stagione adatta, ma escape the nest è una canzone senza tempo



EDITORS - An end has a start
  1. Smokers Outside the Hospital Doors - 4:59
  2. An End Has a Start - 3:47
  3. The Weight of the World - 4:20
  4. Bones - 4:08
  5. When Anger Shows - 5:47
  6. The Racing Rats - 4:19
  7. Push Your Head Towards the Air - 5:46
  8. Escape the Nest - 4:45
  9. Spiders - 4:02
  10. Well Worn Hand - 2:56








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