25 Novembre 2007

ricordate questa frase. trovate di chi è. e soffermatevi sulla sua bellezza

didn't anybody tell you how to gracefully disappear in a room?
e poi provate a farlo voi



immagino che chi visiti questo blog lo faccia per la maggior parte per proposte musicali.
nella tenera illusione che sia così, straparlerò un pò...

ultimamente il mio narcisismo mi impone di ascoltare a ripetizione il gruppo di cui sono batterista, tali Mourning Cries che tante vittime mietono tra le 14enni soprattutto della bassa padovana, merito soprattutto di un leader dal bel culetto e dalla voce profonda e soprattutto dal molto tempo da spendere ad addare selvaggina su myspace. in ogni caso da ascoltatore se stessi aspettando un gruppo in grado di rifondare il punk rock ormai in decadenza, punterei su di loro. www.myspace.com/mourningcries

per chi ogni tanto si fa un giretto sul mio profilo di last.fm queste non sono certo novità: ma in ogni caso sto completamente dedicando il mio autunno a due album di un gruppo tra i più cullanti e allo stesso tempo sconfortanti che mi siano mai giunti ai padiglioni auricolari. sono gli ultimi due lavori dei The National in particolare il precedente Alligator ma anche l'ottimo Boxer che vanta in tracklist una canzone semplicemente imprescindibile, dal titolo Slow Show. Voce calda, profonda e distratta, chitarre tintinnanti, batteria fra le più geniali del decennio e tanta tanta melodia malinconica e mai invadente. In certi pezzi appare l'ombra di Mark Knopfler, in altre lo spettro dei Joy Division, più spesso delle atmosfere londinesi. Hanno suonato mercoledì a Milano. beato chi c'è andato. io mi limitavo a tenerli in autoradio mentre consegnavo pizze per l'arcella. e vorrei tanto essere capace di scrivere testi scazzati ma carichi come questi. perchè chi lo fa è certamente in grado di non prendersi sul serio. pur mettendoci il cuore 
This is nothing like it was in my room In my best clothes Trying to think of you The English are waiting And I don't know what to do In my best clothes this is when I need you I'm the new blue blood, I'm the great white hope I'm the new blue blood
I won't fuck us over, I'm Mr. November I'm Mr. November, I won't fuck us over
I wish that I believed in fate I wish I didn't sleep so late I used to be carried in the arms of cheerleaders


soprattutto parlando di queste ultime righe: perchè a me non verrebbe mai in mente di dire, una dopo l'altra "vorrei non credere nel destino. vorrei non dormire fino a così tardi" ?
capacità di disconnettere il cervello? capacità di connetterlo? o semplicemente orecchio per concetti e parole che sembrano non avere legami e che invece ne hanno fin troppi altrimenti non le noteresti fra la musica?
ecco perchè mentre la mia autoradio va la strada sembra l'unica degna compagna di quello che mi stan dicendo loro.

altro?
ieri bologna. concerto degli editors. impeccabili. tom smith bravissimo, oltre ogni previsione. scaletta a tratti noiosa, a tratti immensa, come immenso è l'ultimo album di cui ho postato anche una opionione (chiamarla recensione mi parrebbe indelicato).
altro?
i the fray: la fantastica "over my head" e il tremendo "how to save a life"

e degli stars parlerò più avanti.


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